<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Gruppo teatrale &#34;La Ribalta&#34; Ravello</title>
	<atom:link href="http://www.gtlaribaltaravello.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.gtlaribaltaravello.it</link>
	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
	<lastBuildDate>Sat, 06 Feb 2010 18:42:44 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>A Carnevale si torna in scena con “Uomo e Galantuomo&#8221;</title>
		<link>http://www.gtlaribaltaravello.it/a-carnevale-si-torna-in-scena-con-uomo-e-galantuomo/</link>
		<comments>http://www.gtlaribaltaravello.it/a-carnevale-si-torna-in-scena-con-uomo-e-galantuomo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 18:40:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[eduardo de filippo]]></category>
		<category><![CDATA[Uomo e Galantuomo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gtlaribaltaravello.it/?p=46</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-47" title="21543_1292706486800_1504426962_30783601_5396782_n" src="http://www.gtlaribaltaravello.it/wp-content/uploads/2010/02/21543_1292706486800_1504426962_30783601_5396782_n-280x300.jpg" alt="" width="280" height="300" />“Uomo e Galantuomo</strong>”, il successo portato in scena, nello scorso periodo natalizio, dal gruppo teatrale la Ribalta di Ravello viene riproposto al grande pubblico nell’ambito del cartellone del Gran Carnevale di Maiori. L’appuntamento in cartellone è per lunedì 8 febbraio 2010 ore 19.00 presso l’auditorium l’Incontro di Maiori. Per informazioni e prevendita biglietti è possibile recarsi presso l’ufficio l’Informagiovani del Comune di Maiori o contattare il numero 089 852611.</p>
<p style="text-align: justify;">Ritornerà alla ribalta il teatro nel teatro di Eduardo De Filippo, l’esilarante scena madre delle prove; gli indimenticabili tormentoni: “nzerra chella porta”, “Lallalarallallì lallalarallallà” e “Io tengo una buatta”; gli amanti, i figli legittimi e illegittimi e i triangoli amorosi che hanno fatto di Uomo e Galantuomo uno dei grandi classici del teatro edoardiano.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-47" title="21543_1292706486800_1504426962_30783601_5396782_n" src="http://www.gtlaribaltaravello.it/wp-content/uploads/2010/02/21543_1292706486800_1504426962_30783601_5396782_n-280x300.jpg" alt="" width="280" height="300" />“Uomo e Galantuomo</strong>”, il successo portato in scena, nello scorso periodo natalizio, dal gruppo teatrale la Ribalta di Ravello viene riproposto al grande pubblico nell’ambito del cartellone del Gran Carnevale di Maiori. L’appuntamento in cartellone è per lunedì 8 febbraio 2010 ore 19.00 presso l’auditorium l’Incontro di Maiori. Per informazioni e prevendita biglietti è possibile recarsi presso l’ufficio l’Informagiovani del Comune di Maiori o contattare il numero 089 852611.</p>
<p style="text-align: justify;">Ritornerà alla ribalta il teatro nel teatro di Eduardo De Filippo, l’esilarante scena madre delle prove; gli indimenticabili tormentoni: “nzerra chella porta”, “Lallalarallallì lallalarallallà” e “Io tengo una buatta”; gli amanti, i figli legittimi e illegittimi e i triangoli amorosi che hanno fatto di Uomo e Galantuomo uno dei grandi classici del teatro edoardiano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gtlaribaltaravello.it/a-carnevale-si-torna-in-scena-con-uomo-e-galantuomo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nel teatro di Villa Rufolo a Ravello appuntamento di Natale con &#8220;Uomo e Galantuomo&#8221;</title>
		<link>http://www.gtlaribaltaravello.it/nel-teatro-di-villa-rufolo-a-ravello-appuntamento-di-natale-con-uomo-e-galantuomo/</link>
		<comments>http://www.gtlaribaltaravello.it/nel-teatro-di-villa-rufolo-a-ravello-appuntamento-di-natale-con-uomo-e-galantuomo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 07:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Stagione 2009/10]]></category>
		<category><![CDATA[eduardo de filippo]]></category>
		<category><![CDATA[Stagione Teatrale 2009/2010]]></category>
		<category><![CDATA[Uomo e Galantuomo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gtlaribaltaravello.it/?p=23</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/00_pcm/tesori/LA_RIBALTA--400x300.jpg" alt="" width="320" height="240" /><strong>Adnkronos</strong> &#8211; Tutto pronto nel Teatro di Villa Rufolo, a Ravello, per ‘L’appuntamento’ di Natale. Il gruppo teatrale la Ribalta, dopo mesi di duro lavoro, presenta ‘Uomo e Galantuomo”. La commedia, una delle prime opere di successo di Eduardo De Filippo, ha rappresentato per il maestro partenopeo e per tutto il teatro napoletano, il passaggio dalla tradizione ad una sorta di teatro ‘nuovo’. Nei tre atti di Uomo e Galantuomo, infatti, si riconoscono già tutti quegli elementi che diventeranno poi, tratti distintivi del teatro del maestro. “Per ricordare Eduardo, a venticinque anni dalla morte, invece di testi della maturità, portiamo in scena l’opera giovanile che, lo battezzò al grande pubblico &#8211; spiegano dal gruppo -. Il nostro è un omaggio a quell’immenso talento che lo ha reso famoso in tutto il mondo e che ha cambiato il modo stesso di fare teatro”. Uomo e Galantuomo è un’opera che si inserisce in&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/00_pcm/tesori/LA_RIBALTA--400x300.jpg" alt="" width="320" height="240" /><strong>Adnkronos</strong> &#8211; Tutto pronto nel Teatro di Villa Rufolo, a Ravello, per ‘L’appuntamento’ di Natale. Il gruppo teatrale la Ribalta, dopo mesi di duro lavoro, presenta ‘Uomo e Galantuomo”. La commedia, una delle prime opere di successo di Eduardo De Filippo, ha rappresentato per il maestro partenopeo e per tutto il teatro napoletano, il passaggio dalla tradizione ad una sorta di teatro ‘nuovo’. Nei tre atti di Uomo e Galantuomo, infatti, si riconoscono già tutti quegli elementi che diventeranno poi, tratti distintivi del teatro del maestro. “Per ricordare Eduardo, a venticinque anni dalla morte, invece di testi della maturità, portiamo in scena l’opera giovanile che, lo battezzò al grande pubblico &#8211; spiegano dal gruppo -. Il nostro è un omaggio a quell’immenso talento che lo ha reso famoso in tutto il mondo e che ha cambiato il modo stesso di fare teatro”. Uomo e Galantuomo è un’opera che si inserisce in un momento storico molto importante: il teatro, soprattutto quello napoletano, stava cambiando volto. Negli anni venti, infatti, si tendeva a legittimare un Teatro d’arte serio e dai contenuti rigorosi a scapito di un teatro fatto d’improvvisazione e di lazzi del capocomico. Eduardo inizia la sua smentita a questa impostazione, proprio con quest’opera: voleva provare che il teatro napoletano poteva avere il suo spazio e la sua dignità anche se il panorama nazionale italiano si standardizzava su stereotipi teatrali seri e rigorosi. “La pazzia che Eduardo mette nel testo, noi l’abbiamo messa portando in scena quest’opera – spiega Enzo del Pizzo, presidente del sodalizio ravellese &#8211; Il testo originale ma soprattutto le tre scenografie diverse, con i relativi arredi e ambientazioni, ci hanno messo a dura prova. Solo grazie ai nostri encomiabili scenografi, attrezzisti, tecnici e al lavoro di tutta la squadra sarà possibile andare in scena. Vi assicuro che il lavoro ha dato i suoi frutti”. Teatro nel teatro con la scena madre delle prove; gli indimenticabili tormentoni: ‘nzerra chella porta’, ‘Lallalarallallì lallalarallallà’ e ‘Io tengo una buatta’; amanti, figli legittimi e illegittimi, il fratello guappo e i triangoli amorosi renderanno speciali le serate del 26, 27 e 30 dicembre, 1, 2, 4 e 5 gennaio 2010. Gli spettacoli cominceranno tutti alle ore 18.30.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gtlaribaltaravello.it/nel-teatro-di-villa-rufolo-a-ravello-appuntamento-di-natale-con-uomo-e-galantuomo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lallarallallì Lallarallallà</title>
		<link>http://www.gtlaribaltaravello.it/lallarallalli-lallarallalla/</link>
		<comments>http://www.gtlaribaltaravello.it/lallarallalli-lallarallalla/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 16:13:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione 2009/10]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gtlaribaltaravello.it/?p=17</guid>
		<description><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-19" title="lalla" src="http://www.gtlaribaltaravello.it/wp-content/uploads/2009/12/lalla-300x182.jpg" alt="lalla" width="300" height="182" />Quest’anno, il Gruppo Teatrale “La Ribalta” si misura con una delle prime opere di successo del maestro partenopeo. Uomo e Galantuomo è ancora una farsa legata alla tradizione, ma contiene già tutti gli elementi che diventeranno, di lì a poco, caratteristici del teatro di Eduardo. Per ricordare Eduardo, a venticinque anni dalla morte, potevamo scegliere sicuramente un altro testo, ma il nostro vuole essere un omaggio al suo immenso talento. Per far questo, portiamo in scena l’opera giovanile che, negli anni venti, battezzò Eduardo al grande pubblico napoletano. La commedia venne scritta originariamente da Eduardo per il fratellastro Vincenzo Scarpetta nel 1922 (anche se il manoscritto porta una data postuma, ovvero il 1926) e messa in scena nel 1924 con il titolo Ho fatto il guaio? Riparerò!. Il 23 febbraio 1933 la commedia viene rappresentata dalla compagnia di Eduardo Teatro Umoristico “I De Filippo&#8221; con il titolo definitivo di Uomo&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-19" title="lalla" src="http://www.gtlaribaltaravello.it/wp-content/uploads/2009/12/lalla-300x182.jpg" alt="lalla" width="300" height="182" />Quest’anno, il Gruppo Teatrale “La Ribalta” si misura con una delle prime opere di successo del maestro partenopeo. Uomo e Galantuomo è ancora una farsa legata alla tradizione, ma contiene già tutti gli elementi che diventeranno, di lì a poco, caratteristici del teatro di Eduardo. Per ricordare Eduardo, a venticinque anni dalla morte, potevamo scegliere sicuramente un altro testo, ma il nostro vuole essere un omaggio al suo immenso talento. Per far questo, portiamo in scena l’opera giovanile che, negli anni venti, battezzò Eduardo al grande pubblico napoletano. La commedia venne scritta originariamente da Eduardo per il fratellastro Vincenzo Scarpetta nel 1922 (anche se il manoscritto porta una data postuma, ovvero il 1926) e messa in scena nel 1924 con il titolo Ho fatto il guaio? Riparerò!. Il 23 febbraio 1933 la commedia viene rappresentata dalla compagnia di Eduardo Teatro Umoristico “I De Filippo&#8221; con il titolo definitivo di Uomo e galantuomo. L’opera è inserita dall’autore ne “La cantata dei giorni pari” che comprende testi di teatro da rivista e atti unici scritti per lo più, dopo l’incontro con Pirandello. I &#8220;giorni pari&#8221; sono intesi come quelli fortunati, differenziandoli da quelli negativi, dove va tutto storto, i &#8220;dispari&#8221;, come si dice a Napoli.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Uomo e Galantuomo si inserisce in un momento storico molto importante: il teatro, soprattutto quello napoletano, stava cambiando volto. Infatti, negli anni venti nasce una forte polemica: la critica tendeva a legittimare un Teatro d’arte serio e dai contenuti più rigorosi, a dispetto di un genere  teatrale fatto d’improvvisazione e di lazzi del capocomico. Eduardo proprio con quest’opera vuole smentire quanto scritto dalla critica. Addirittura, per prendersi gioco delle &#8220;opere serie” inserisce, all’interno della commedia, un dramma di Libero Bovio e lo fa massacrare dagli attori della compagnia durante una prova improvvisata nella hall dell’albergo. Questo a riprova che il teatro napoletano, dunque dialettale, poteva avere il suo spazio e la sua dignità anche se il panorama nazionale italiano si standardizzava su stereotipi seri e rigorosi. La commedia riprende un genere teatrale nato a Parigi nel XIX secolo: la pochade, impiantata su di una struttura a canovacci, tipica della Commedia dell’Arte, con colpi ad effetto e storie basate su triangoli amorosi. Nella fattispecie, il triangolo amoroso principale è composto da Alberto De Stefano (amico di Vincenzino e ricco giovane che si prende l’onere di ospitare a Bagnoli una compagnia di attori scalcagnati, per alcune recite), Bice (sua amante) e Carlo Tolentano (conte e rappresentante della Napoli bene di quegli anni). A rendere comica tutta l’opera è proprio la presenza della compagnia “La Eclettica”. Don Gennaro ne è il capocomico e con le sue trovate e i suoi racconti concede all’opera la vena comica tipica del teatro eduardiano.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">L’elemento principale su cui si basa la commedia dal secondo atto alla fine è la pazzia, che in questa sede diventa l’unica via di uscita da situazioni incresciose e da “responsabilità che non si possono sostenere fino in fondo”. La scena madre di tutta la commedia è sicuramente quella delle prove. La compagnia di attori, con a capo Don Gennaro, deve mettere in scena un nuovo dramma per lo spettacolo della sera. Ricca di trovate comiche è sicuramente uno dei passaggi più esilaranti. La caratteristica prima di questi trenta minuti è: il tormentone. Una frase detta una prima volta e poi ripetuta più volte tanto da diventare conosciuta al pubblico e quasi attesa. Infatti “nzerra chella porta” ne è il primo esempio; il vero e proprio tormentone rimane però: “Lallarallallì lallarallallà” e “Io tengo una buatta”. Don Gennaro, per spiegare la situazione disagiata dei comici della compagnia, spiega a chiunque che per mangiare si è fatto costruire una “buatta” (fornello) la quale sarà la causa della sua disgrazia. Proprio durante la prova, che è tipica di un teatro che si rifà alla Commedia dell’Arte (ovvero improvvisato, quasi tutto a soggetto), viene affrontata la problematica del passaggio dal linguaggio scritto a quello orale. In poche parole, il suggeritore della compagnia “La Eclettica” cerca, attraverso l’imposizione di quanto scritto sul copione, di indirizzare il recitato di don Gennaro (capocomico). È in questo momento che la letteratura del copione perde di significato, viene ridicolizzata. Il linguaggio orale (l’improvvisazione) diventa protagonista assoluto. Questa “rivoluzione” caratterizzerà la maggior parte delle opere di Eduardo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gtlaribaltaravello.it/lallarallalli-lallarallalla/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Eduardo, una vita per il teatro</title>
		<link>http://www.gtlaribaltaravello.it/eduardo-una-vita-per-il-teatro/</link>
		<comments>http://www.gtlaribaltaravello.it/eduardo-una-vita-per-il-teatro/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 16:10:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione 2009/10]]></category>
		<category><![CDATA[eduardo de filippo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gtlaribaltaravello.it/?p=12</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-13" title="eduardo" src="http://www.gtlaribaltaravello.it/wp-content/uploads/2009/12/eduardo-300x192.jpg" alt="eduardo" width="300" height="192" />Eduardo De Filippo nasce a Napoli il 24 maggio 1900 dall’unione del più grande commediografo e attore comico del tempo, Eduardo Scarpetta e Luisa De Filippo, sarta teatrale. Benché non ratificata da documenti o atti ufficiali, la relazione Scarpetta-De Filippo era di pubblico dominio. Su questa certezza, molti anni più tardi Eduardo fonderà un ironico paradosso: &#8220;La paternità dei figli legittimi è sempre dubbia. Quella degli illegittimi, al contrario, viene accertata col consenso popolare e diventa verità sacrosanta. La mia paternità è indiscutibile!&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">A soli quattro anni, debutta al teatro Valle, con la compagnia del padre, in La Geisha. Il carattere irrequieto del piccolo Eduardo costringe, però, il padre a mandarlo in collegio e, successivamente, visti gli scarsi risultati ottenuti, a tenerlo presso di sè. È proprio in questi anni che Eduardo sviluppa un forte amore per le scritture teatrali; infatti Scarpetta gli assegna il compito di trascrivere, almeno per due&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-13" title="eduardo" src="http://www.gtlaribaltaravello.it/wp-content/uploads/2009/12/eduardo-300x192.jpg" alt="eduardo" width="300" height="192" />Eduardo De Filippo nasce a Napoli il 24 maggio 1900 dall’unione del più grande commediografo e attore comico del tempo, Eduardo Scarpetta e Luisa De Filippo, sarta teatrale. Benché non ratificata da documenti o atti ufficiali, la relazione Scarpetta-De Filippo era di pubblico dominio. Su questa certezza, molti anni più tardi Eduardo fonderà un ironico paradosso: &#8220;La paternità dei figli legittimi è sempre dubbia. Quella degli illegittimi, al contrario, viene accertata col consenso popolare e diventa verità sacrosanta. La mia paternità è indiscutibile!&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">A soli quattro anni, debutta al teatro Valle, con la compagnia del padre, in La Geisha. Il carattere irrequieto del piccolo Eduardo costringe, però, il padre a mandarlo in collegio e, successivamente, visti gli scarsi risultati ottenuti, a tenerlo presso di sè. È proprio in questi anni che Eduardo sviluppa un forte amore per le scritture teatrali; infatti Scarpetta gli assegna il compito di trascrivere, almeno per due ore al giorno, le opere messe in scena dalla sua compagnia. Nel 1920 scrive la sua prima opera, Farmacia di turno, seguita da Uomo e galantuomo. Dopo la morte del padre, Eduardo decide di tentare la strada del teatro in lingua e si fa scritturare nella compagnia di Carini. La parentesi dura molto poco, infatti nel 1927 ritorna al teatro dialettale con Ditegli sempre di sì. Il vero sogno di Eduardo è, però, quello di dirigere una compagnia tutta sua. Dopo varie esperienze, nel 1931, finalmente, fonda, raccogliendo l’adesione dei fratelli Peppino e Titina, la compagnia del Teatro Umoristico &#8220;I De Filippo&#8221;. L’amore per il teatro spinge Eduardo ad investire tutti i suoi guadagni nella ricostruzione del semidistrutto Teatro San Ferdinando di Napoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le opere più significative di questo periodo meritano una citazione particolare: Napoli milionaria! (1945), Questi fantasmi! e Filumena Marturano (entrambe del 1946), Mia famiglia (1953), Bene mio e core mio (1956), De Pretore Vincenzo (1957), Sabato, domenica e lunedì (1959) .La gloria e i successi non distolgono Eduardo dall’impegno sociale e politico, infatti negli anni sessanta concentra tutte le sue forze per la creazione, a Napoli, di un teatro stabile. Nel 1973 scrive la sua ultima opera, Gli esami non finiscono mai, che gli permette di vincere, l&#8217;anno successivo, il &#8220;premio Pirandello&#8221; per il teatro. Dopo aver ricevuto due lauree honoris causa (prima a Birmingham nel 1977 e poi a Roma nel 1980) nel 1981 viene nominato senatore a vita dal Presidente Sandro Pertini, che gli destina il seggio lasciato libero da Eugenio Montale. In questi anni si ammala gravemente. La malattia, però, non lo terrà lontano dal grande amore della sua vita. Il 24 settembre 1984, dopo aver rifiutato le cure, comincia, a casa, le prove di Uomo e Galantuomo per a compagnia di Luca. Dopo un illusorio miglioramento, si spegne il 31 ottobre del 1984 a 84 anni. Prima dei funerali di stato, la salma, esposta al Senato, viene omaggiata da quasi trentamila persone.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gtlaribaltaravello.it/eduardo-una-vita-per-il-teatro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Stagione Teatrale 2009/2010</title>
		<link>http://www.gtlaribaltaravello.it/stagione-teatrale-20092010/</link>
		<comments>http://www.gtlaribaltaravello.it/stagione-teatrale-20092010/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 15:51:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[eduardo de filippo]]></category>
		<category><![CDATA[Stagione Teatrale 2009/2010]]></category>
		<category><![CDATA[Uomo e Galantuomo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gtlaribaltaravello.it/?p=3</guid>
		<description><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-4" title="eduardo_de_filippo" src="http://www.gtlaribaltaravello.it/wp-content/uploads/2009/12/eduardo_de_filippo-262x300.jpg" alt="eduardo_de_filippo" width="262" height="300" />Per il trentatreesimo anno di seguito la compagnia teatrale <strong><em>la Ribalta</em></strong> è orgogliosa di preannunciare l’ormai istituzionale “<em>Commedia di Natale”.</em> Per le festività natalizie di quest’anno ci sembrava d’obbligo portare in scena, a venticinque anni dalla scomparsa, una commedia del grande Eduardo.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Tra le decine di testi del repertorio eduardiano, abbiamo scelto, non senza discutere, <strong><em>Uomo e Galantuomo, </em></strong>commedia brillante in tre atti mai rappresentata nella più che trentennale storia della Ribalta<strong><em>. </em></strong>La commedia offre allo spettatore una serie di episodi irresistibilmente comici. Uno in particolare, quello della prova della compagnia, potrebbe di per sé costituire l&#8217;oggetto di una farsa. La prova si svolge nell&#8217;atrio dell&#8217;albergo ed inizia con Gennaro che emette un lamentoso e terribile gnaulio accompagnato da una smorfia che gli stravolge il viso e dal movimento di un braccio che si agita nell&#8217;aria. Gli attori si precipitano a soccorrerlo, convinti che sia stato colpito da un malore, ma scoprono che&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-4" title="eduardo_de_filippo" src="http://www.gtlaribaltaravello.it/wp-content/uploads/2009/12/eduardo_de_filippo-262x300.jpg" alt="eduardo_de_filippo" width="262" height="300" />Per il trentatreesimo anno di seguito la compagnia teatrale <strong><em>la Ribalta</em></strong> è orgogliosa di preannunciare l’ormai istituzionale “<em>Commedia di Natale”.</em> Per le festività natalizie di quest’anno ci sembrava d’obbligo portare in scena, a venticinque anni dalla scomparsa, una commedia del grande Eduardo.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Tra le decine di testi del repertorio eduardiano, abbiamo scelto, non senza discutere, <strong><em>Uomo e Galantuomo, </em></strong>commedia brillante in tre atti mai rappresentata nella più che trentennale storia della Ribalta<strong><em>. </em></strong>La commedia offre allo spettatore una serie di episodi irresistibilmente comici. Uno in particolare, quello della prova della compagnia, potrebbe di per sé costituire l&#8217;oggetto di una farsa. La prova si svolge nell&#8217;atrio dell&#8217;albergo ed inizia con Gennaro che emette un lamentoso e terribile gnaulio accompagnato da una smorfia che gli stravolge il viso e dal movimento di un braccio che si agita nell&#8217;aria. Gli attori si precipitano a soccorrerlo, convinti che sia stato colpito da un malore, ma scoprono che invece, da vero artista, Gennaro stava imitando l&#8217;apertura della porta cigolante del &#8220;basso&#8221; in cui si svolge il dramma. </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Sempre durante la prova della scena madre del drammone, che Eduardo ha allungato nel corso degli anni, aggiungendovi numerosi nuovi spunti, scena provata in quasi mezzora reale per meno di cinque minuti di recita, ricorrono numerosi litigi tra capocomico e suggeritore, tra cui la ripetizione della battuta iniziale &#8220;Nzerra chella porta&#8221; (&#8220;chiudi quella porta&#8221;). </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Un&#8217;altra scena indimenticabile è quella dell&#8217;ustionato Gennaro in casa Tolentano che assistito dai presenti si accascia su una sedia da cui però dovrà alzarsi per andare nel laboratorio del dottore che lo medicherà. Il problema è che Gennaro ha salvato dall&#8217;acqua bollente solo la punta di un piede e il tallone dell&#8217;altro: quindi per alzarsi e camminare dovrà ben calcolare come muoversi: e così fa&#8230;ma non appena alzato emette un urlo di dolore sovrumano poiché ha sbagliato ad appoggiare in terra la punta e il tallone. </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Ma sopra tutte, a testimoniare la loquacità spesso interessata di Gennaro, c&#8217;è il suo modo di raccontare le cose prendendole alla lunga e iniziando a raccontare del suo mestiere sempre dalla stessa frase iniziale &#8220;Io tengo &#8216;na buatta&#8221; (&#8220;ho una scatola di latta&#8221;). Nel teatro di Villa Rufolo fervono i preparativi per l’appuntamento imperdibile del Natale ravellese. Speriamo, anche quest’anno di regalare, a tutti quelli che vorranno, due ore di spensieratezza. Noi, nel frattempo ce la stiamo mettendo tutta.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gtlaribaltaravello.it/stagione-teatrale-20092010/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
