Eduardo, una vita per il teatro

Pubblicato il 22 dicembre 2009

eduardoEduardo De Filippo nasce a Napoli il 24 maggio 1900 dall’unione del più grande commediografo e attore comico del tempo, Eduardo Scarpetta e Luisa De Filippo, sarta teatrale. Benché non ratificata da documenti o atti ufficiali, la relazione Scarpetta-De Filippo era di pubblico dominio. Su questa certezza, molti anni più tardi Eduardo fonderà un ironico paradosso: “La paternità dei figli legittimi è sempre dubbia. Quella degli illegittimi, al contrario, viene accertata col consenso popolare e diventa verità sacrosanta. La mia paternità è indiscutibile!”

A soli quattro anni, debutta al teatro Valle, con la compagnia del padre, in La Geisha. Il carattere irrequieto del piccolo Eduardo costringe, però, il padre a mandarlo in collegio e, successivamente, visti gli scarsi risultati ottenuti, a tenerlo presso di sè. È proprio in questi anni che Eduardo sviluppa un forte amore per le scritture teatrali; infatti Scarpetta gli assegna il compito di trascrivere, almeno per due ore al giorno, le opere messe in scena dalla sua compagnia. Nel 1920 scrive la sua prima opera, Farmacia di turno, seguita da Uomo e galantuomo. Dopo la morte del padre, Eduardo decide di tentare la strada del teatro in lingua e si fa scritturare nella compagnia di Carini. La parentesi dura molto poco, infatti nel 1927 ritorna al teatro dialettale con Ditegli sempre di sì. Il vero sogno di Eduardo è, però, quello di dirigere una compagnia tutta sua. Dopo varie esperienze, nel 1931, finalmente, fonda, raccogliendo l’adesione dei fratelli Peppino e Titina, la compagnia del Teatro Umoristico “I De Filippo”. L’amore per il teatro spinge Eduardo ad investire tutti i suoi guadagni nella ricostruzione del semidistrutto Teatro San Ferdinando di Napoli.

Tra le opere più significative di questo periodo meritano una citazione particolare: Napoli milionaria! (1945), Questi fantasmi! e Filumena Marturano (entrambe del 1946), Mia famiglia (1953), Bene mio e core mio (1956), De Pretore Vincenzo (1957), Sabato, domenica e lunedì (1959) .La gloria e i successi non distolgono Eduardo dall’impegno sociale e politico, infatti negli anni sessanta concentra tutte le sue forze per la creazione, a Napoli, di un teatro stabile. Nel 1973 scrive la sua ultima opera, Gli esami non finiscono mai, che gli permette di vincere, l’anno successivo, il “premio Pirandello” per il teatro. Dopo aver ricevuto due lauree honoris causa (prima a Birmingham nel 1977 e poi a Roma nel 1980) nel 1981 viene nominato senatore a vita dal Presidente Sandro Pertini, che gli destina il seggio lasciato libero da Eugenio Montale. In questi anni si ammala gravemente. La malattia, però, non lo terrà lontano dal grande amore della sua vita. Il 24 settembre 1984, dopo aver rifiutato le cure, comincia, a casa, le prove di Uomo e Galantuomo per a compagnia di Luca. Dopo un illusorio miglioramento, si spegne il 31 ottobre del 1984 a 84 anni. Prima dei funerali di stato, la salma, esposta al Senato, viene omaggiata da quasi trentamila persone.

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